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Le cose buone dell’isolamento forzato

Ciao Viaggiatori, questo post sarà diverso, non parlerà di viaggi. E’ inevitabile. Sto per finire la mia quarta settimana di smartwoking e quindi, inevitabilmente, ho avuto molto tempo per stare a casa e riflettere su quali sono le cose buone dell’isolamento forzato.

I miei ritmi di vita, così come immagino i vostri, sono molto rallentati. Ovviamente, sono molto preoccupata. Non sappiamo quando tutto questo finirà e quando potremo tornare alla normalità. Ma è proprio questo il punto… Non so se voglio che tutto torni alla normalità. Mi spiego meglio…

Le cose buone dell’isolamento forzato

Ci sono cose che stanno succedendo in questi giorni che vorrei che non cambiassero dopo.

Non voglio che i miei vicini tornino ad essere degli estranei

Nel mio paesino non ci sono canti e balli dai balconi, come sta accadendo nelle grandi città. Ma dai balconi ci si parla e ci si saluta adesso. Questo non voglio che cambi.

Sui balconi ci sono bandiere dell’Italia e lenzuola con l’arcolabeno

Vedere queste bandiere che riportano la frase motto di questi periodo: andrà tutto bene. Ecco queste cose mi mettono allegria. Non è un male scoprirci un po’ più campanilisti. Viviamo in un grande Paese, forse sarebbe bene ricordarlo più spesso. Gli arcobaleni invece mi fano capire che dentro a quelle case ci sono dei bambini, delle famiglie che stanno riscoprendo la dimensione di famiglia, seppure con le difficoltà di tenere in casa i bambini.

Riguadagnare una dimensione personale

Di solito esco di casa alle 7.30 ogni mattina e torno alle 19. Capite che normalmente il tempo di stare a casa e fare cose in famiglia è davvero molto poco. In questi giorni sto risparmiando quasi 3 ore al giorno di spostameni per andare a tornare dall’ufficio. Inoltre, non poter uscire significa anche inventarsi cose da fare nelle ore in cui non lavoro. Insomma, sto riscoprendo la bellezza di fare delle cose in casa. Guardare serie tv a ripetizione, fare giardinaggio, cazzeggiare, tentare di fare sport senza andare in palestra, prendere il sole, cucinare. All’inizio era molto dura vi dirò. Adesso mi sto abituando. E devo essere sincera questo mi mancherà quando tornerò alla vita di prima.

Dare per scontati gli affetti

Ecco una cosa che dopo un mese in casa inizia molto a pesarmi. Mi manca uscire con gli amici, mi manca vedere i vedere i miei genitori, mi mancano da morire i rapporti personali. Ci si rende conto quanto siano importanti nella nostra vita. Ce ne rendiamo conto quanto non li abbiamo. Mi viene da pensare che forse, prima, ero più felice di quanto non pensassi di essere. Non voglio tornare a dire di non avere tempo dopo. Voglio sforzarmi per vedere di più gli amici e miei cari.

Viaggiare

E’ ovvio. Ragazzi non so voi, ma in prima battuta davvero non mi è piaciuto avere tutte le porte sbattute in faccia dal mondo e dall’Europa. Ma soprattutto non mi piace per niente questa fase di stasi. Non sappiamo quando potremo tornare a viaggiare. Non possiamo sapere se quest’estate saremo liberi di uscire anche solo dalle nostre regioni. Non sappiamo come sarà la situazione nel resto del mondo. Noi forse ce lo saremo lasciato alle spalle, ma gli altri? Per un viaggiatore non poter prenotare un viaggio è dura. Dover rinunciare a viaggi già prenotati è difficile. Però ora è così e ogni nostro gesto di responsabilità accorcia le distanze dal momento in cui potremo tornare a muoverci in sicurezza. Però adesso possiamo organizzare un sacco di viaggi per il futuro. Abbiamo tempo per studiare itinerari, percorsi ecc. Così quando tutto riaprirà saremo già pronti a fare clic per prenotare.

Insomma, non tutto il male viene per nuocere. Tra le cose buone dell’isolamento forzato c’è anche questo: abbiamo l’occasione di pensare. Nella nostra vita normale non sempre riusciamo a fermarci il tempo sufficiente per farlo. Sfruttiamo questo tempo e per carità restiamo a casa. Per il bene di tutti.

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6 pensieri riguardo “Le cose buone dell’isolamento forzato

  • 21/03/2020 in 11:57
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    Bel post, anch’io in lavoro agile,i ritmi sono cambiati.
    Ho preso l’abitudine di scrivere un mini diario di questi giorni. Buone cose.

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    • 23/03/2020 in 11:24
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      Sicuramente le note che stai facendo saranno utili dopo, per ritrovare questa prospettiva quando ne avremo di nuovo bisogno.

      Rispondi
  • 22/03/2020 in 08:45
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    “Abbiamo l’occasione di pensare”. Questa frase la approvo in pieno! Bel post, brava!

    Rispondi
    • 23/03/2020 in 11:25
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      Bhe è vero, io sono una che pensa e riflette molto… Ma la vita frenetica che tutti facciamo raramente ci concede queste pause. E francamente credo che non sia mai successo che tutto il mondo si sia fermato, almeno non dal Dopoguerra. E’ decisamente una cosa su cui pensare…

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  • 11/05/2020 in 17:02
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    Eccolo qui il tuo articolo. Me l’ero persa infatti, ma non farci caso, sono esaurita in questo periodo… Ahahahah! I miei vicini di casa non sono amichevoli come i tuoi. Non salutavano prima del lockdown e non salutano ora… Credo dipenda un po’ dal quartiere a Roma e su questo non sono stata fortunata. Come sai io ho sempre lavorato, però nonostante tutto mi sono goduta il mio tempo in casa, dedicandolo a cose che non facevo più o che facevo troppo poco. Bisogna sforzarsi di trovare dei lati positivi se no si impazzisce. Ciao Bea, un abbraccio!

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    • 11/05/2020 in 17:50
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      Ma figurati Alessia, mica puoi passar eil tempo a leggere i miei articoli! Speriamo che alcune cose non cambino dopo!

      Rispondi

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