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Giornate del Turismo montano: take home messages

Dal 10 al 13 Novembre si è svolta la XXI° edizione della Borsa del Turismo Montano. Questa fiera si tiene ogni anno per parlare di montagna, turismo, sviluppo montano e futuro dell’offerta turistica di montagna. Quest’anno i convegni si sono tenuti online, trasmessi in diretta tramite facebook. Se sei interessato, i convegni sono ancora online sulla pagina facebook della fiera.

Il tema di questa edizione era “il turismo che verrà“. Si è discusso di come la pandemia e il futuro che avanza stanno cambiando le necessità dei viaggiatori e di come, di conseguenza, la montagna deve cambiare per stare al passo.

Qui sotto dividerò l’articolo in paragrafi, in ogni paragrafo riassumo un tema di cui si è parlato, spiegando i concetti chiave emersi.

Estate 2020: l’assalto alla montagna

Questo è il primo tema di cui si è parlato. Nell’estate 2020, ne sono testimone io stessa, le montagne sono stata prese d’assalto da una marea di gente. Molti di loro in montagna non ci erano mai andati e i comportamenti di questi montanari improvvisati sono stati discutibili. Ho visto parecchie persone andare per sentieri, anche di media difficoltà, senza scarpe da trekking e senza nemmeno portarsi dell’acqua. Ho visto gente in infradito, ho visto persone abbandonare dietro di sè rifiuti. Al di là del fatto che non è accettabile sporcare la montagna, senza le giuste attrezzature si rischia la pelle…

La montagna è in prima cosa silenzio, lentezza, rispetto verso la natura. Nel 2020 si è assistito alla banalizzazione della montagna, ridotta a scialuppa di salvataggio delle vacanze in epoca di pandemia.

E quindi ecco che l’estate 2020 è diventata anche l’estate delle code in montagna. In molti luoghi famosi delle Dolomiti c’erano code sui sentieri, cose mai viste.

Da questa riflessione, durante il convegno è poi emersa la necessità di destagionalizzare: bisogna cominciare a fruire della montagna anche fuori dai mesi di luglio e agosto. Di conseguenza, si è parlato di come attrarre visitatori fuori dai soliti mesi. C’è anche la necessità di porsi dei limiti, di smettere di cementificare per accontentare il turista.

Turismo a bassa intensità

Proprio perchè la montagna è rispetto verso la natura, nasce l’esigenza di spostarsi verso un turismo di bassa intensità. Bisogna iniziare a promuovere località meno famose, in modo da decongestionare i luoghi alla ribalta. Il turismo di bassa intensità deve andare di pari passo con una transizione ecologica: le strutture a basso impatto ambientale devono diventare la nuova normalità.

Uso della tecnologia

La tecnologia diventa indispensabile in tempi di pandemia. Questa situazione ha accelerato dei processi già in atto da tempo. Oggi il 74% delle persone si documenta su internet prima di prenotare una vacanza. La presenza su web e social è quindi fondamentale per un’impresa turistica e commerciale.

Le tecnologie però faranno la differenza anche per la stagione invernale: non solo app nei risoranti per visualizzare i menù, ma anche app per controllare l’affollamento delle piste da sci e comprare gli skipass, in modo da evitare assembramenti in biglietteria.

il territorio del Trentino sarà arricchito di hot-spot wi-fi ed entro il 2022 la fibra ottica raggiungerà anche le aree più remote.

Riflessione da blogger

Il compito dei blogger è evitare di far vedere solo i luoghi famosi. Quando si mostrano bisogna invece far vedere la realtà, far vedere lo code, non solo i paesaggi patinati. Io questa estate l’ho fatto con il Lago di Braies, sul mio canale Instagram trovi ancora la storia in evidenza che tratta questo tema.

I blogger devono denunciare i comportamenti sbagliati dei visitatori, devono dire che, se si sale in quota con un’attrezzatura sbagliata, si rischia grosso. Il blogger, per quanto sia piccolo, ha un seguito di follower che lo ascoltano. Ci deve essere la responsabilità di quello che si mostra e che si dice. Ognuno per la sua nicchia. Io come blogger di montagna, mi porto a casa molti spunti di riflessione da questa Borsa del Turismo montano.

Mi piacerebbe molto sapere la tua opinione nei commenti.

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6 pensieri riguardo “Giornate del Turismo montano: take home messages

  • 20/11/2020 in 10:45
    Permalink

    Probabilmente te l’ho già detto, ma non sono una fanatica della montagna; ma ogni tanto non disdegno una giornata ad alta quota. Però, pur essendo inesperta, non mi sognerei mai di gironzolare per sentieri in infradito e tantomeno di buttare rifiuti dove capita. E’ una normale questione di buon senso!

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    • 20/11/2020 in 12:48
      Permalink

      eheh sì, ma qui come dici tu è una questione normale di buonsenso, che però forse a molti manca visto quello che ho visto!

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  • 20/11/2020 in 14:40
    Permalink

    Condivido ogni tua parola. Io personalmente frequento poco la montagna ma mio marito lo ha sempre fatto: non si potrebbe mai pensare di affrontare un sentiero senza l’attrezzatura adatta ma soprattutto senza il dovuto rispetto per la montagna e per la natura in generale. Lo stesso vale per le piste da sci. Hai ragione, il compito di una blogger è anche quello di sensibilizzare e non banalizzare il turismo in montagna che ha una dimensione spirituale e di sacrificio che quest’estate si è probabilmente persa nella folla disordinata del post (o meglio) itra-pandemia

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  • 22/11/2020 in 21:21
    Permalink

    Sono d’accordo con il tuo pensiero che sostiene che è compito del blogger denunciare comportamenti sbagliati: assolutamente! In primis il blogger deve veicolare il messaggio che il turismo deve essere sempre sostenibile e mai invasivo o irrispettoso e in secondo luogo appunto dire quando le cose non vanno. E le code al Lago di Braies quest’anno sono state davvero incredibili e incomprensibili: visitare vuol dire rispettare un luogo e lì di rispetto non ne ho visto.

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    • 23/11/2020 in 12:01
      Permalink

      No, purtroppo io ho visto l’evoluzione negativa del lago negli anni, dalla prima volta che l’ho visto nel 2009 a quest’anno, andandoci tutti gli anni hovist odavvero anche un utilizzo scellerato del territorio. Boschi distrutti per far spazio a parcheggi. allucinante…

      Rispondi

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