Dolomiti Trentine

Giro delle malghe della Val di Rabbi

Giro delle malghe della Val di Rabbi

In questo articolo ti propongo il giro delle malghe della Val di Rabbi, in particolare malga Caldesa Bassa e Calesa Alta, Samocleva e Artisé.

In Val di Rabbi ci sono moltissime malghe, ancora in uso con la loro funzione originale di alpeggio per gli animali. Sono tra loro collegate dal Sentiero delle Malghe, un sentiero davvero lungo. Questo articolo raccoglie un pezzo di questo sentiero.

Come arrivare al parcheggio Cavallar

Partendo da San Bernardo di Rabbi segui la strada che sale alle frazioni Zanon, Penasa e Plazze. Tieni quindi la destra e continua con vari tornanti, seguendo le indicazioni, fino alle case di Cavallàr e al parcheggio.

Il sentiero per il giro delle malghe della Val di Rabbi

Ci sono anche delle navette che in estate salgono alle malghe, non sono in funzione tutti i giorni, per cui, se preferisci salire in questo modo dovrai informarti presso l’Ente Turismo della Val di Rabbi. 

Malga Caldesa Bassa

L’escursione per il giro delle malghe della Val di Rabbi, inizia dal parcheggio, dove un segnavia indica il sentiero per il Rifugio Lago Corvo.

Imbocca il segnavia n. 108, che inizia subito in modo molto ripido. Dopo un bivio continua a salire fino a un largo crinale. Quando incroci nuovamente la strada la dovrai seguire fino al Malga Caldesa Bassa, aperta al pubblico come punto di ristoro.

Questo ripido tratto appena raccontato è quello che eventualmente potrà essere evitato grazie alla navetta.

Se non vuoi affrontare il pezzo più ripido, potrai seguire la strada asfaltata, allungando il percorso di circa venti minuti.  

Da malga Caldesa bassa si riprende il sentiero a destra, lasciando a sinistra il sentiero per il Rifugio Lago Corvo, e si percorre la strada sterrata indicata dalla segnaletica di Via delle Malghe.

Verso Malga Caldesa Alta

Il giro delle malghe della Val di Rabbi continua. Dopo aver superato un vallone, tieni la sinistra per seguire un altro sentiero che si prende a scendere superando un tornante a sinistra. Continua a camminare sulla strada sterrata indicata dalla freccia della Via delle Malghe.

Dopo aver traversato un altro vallone, vai a sinistra per un altro sentiero che si eleva nel bosco, arrivando più avanti una larga radura prima di raggiungere Malga Caldesa Alta.

Dopo una doverosa pausa riprendi il cammino mantenendoti sulla strada sterrata di accesso alla malga, che scende nel bosco di conifere, riattraversa il canale che scende dal Lago Corvo e giunge la base della teleferica del rifugio Stella Alpina al Lago Corvo.

Malga Samocleva: giro delle malghe della Val di Rabbi

Qui si incrocia il sentiero che sale da Malga Caldesa Bassa fino al Lago Corvo.

Continua sullo sterrato indicato dal segnavia 130, che traversa un prato e poi rientra nel bosco, portando ad affrontare anche un tratto erto protetto da una staccionata, e raggiunge quindi i prati di pertinenza di Malga Samocleva, che si conquista dopo aver ignorato a sinistra un sentiero che porta a Malga Caldesa Bassa.

Anche Malga Samocleva offre servizio di ristoro.

Malga Artisé

Da malga Samocleva il sentiero continua permettendo di godere di una bella vista sulla Val di Rabbi e riprende poi a scendere. Dopo essere rientrati nel bosco, si giunge ad un bivio da cui, seguendo le indicazioni, si sale a destra alla Malga Artisè, anche nota come Terzolasa, che si trova in un punto panoramico. 

Dopo aver visto la malga, torna quindi indietro sui tuoi passi fino all’ultimo bivio, dove si riprende a scendere superando un tornante a sinistra, proseguendo sul comodo sterrato.

Supera quindi altre curve, lasciati a sinistra il sentiero che sale a Malga Caldesa Bassa, e arriverai in una zona dove la via si fa più ripida. Qui, sul sentiero segnato che la incrocia, tornerai al posteggio di Cavallàr per riprendere l’auto a conclusione di questo giro delle malghe della Val di Rabbi.

Dati tecnici

Durata: 4 ore

Lunghezza: 9 km 

Dislivello: 570 metri

Difficoltà: T/E

Cosa fare se si incontra un orso

Faccio una premessa per evitare polemiche e commenti vari: io non ho assolutamente nulla contro l’orso, è un animale tendenzialmente pacifico e una risorsa per i nostri boschi, ma l’uomo come è giusto che sia, deve prestare la dovuta attenzione quando fa trekking nei territori in cui vive.

La Val di Rabbi è una zona dove storicamente è presente l’orso. Dovrai quindi di fare particolare attenzione durante le escursioni, specie in zone poco frequentate. Ecco come comportarti in caso di incontro con l’orso, così come indicato dal sito grandicarnivori.provincia.tn.it..

I consigli non sono quindi miei ma degli esperti in materia.

Dal sito si legge che:

L’orso non è un animale aggressivo, è per natura un animale cauto e diffidente, specialmente con l’uomo. Gli attacchi, rari, non sono comunque mai il risultato di un comportamento predatorio, ma piuttosto di autodifesa. L’orso non attacca se non è in qualche modo provocato. Bastano dunque poche semplici norme di comportamento per ridurre al minimo i rischi di aggressione.

Sempre il sito, indica quelle rare situazioni in cui l’orso potrebbe diventare aggressivo:

  1. esemplari feriti;
  2. femmine con i cuccioli;
  3. esemplari sorpresi con cibo;
  4. orsi colti all’improvviso, spaventati;
  5. esemplari disturbati in tana;
  6. animali che mostrano molta confidenza con l’uomo.

Cosa fare se si incontra un orso a breve distanza 

Cito sempre i consigli del sito:

  1. Stare calmi e non spaventare l’orso gridando o muovendosi in modo brusco;
  2. Parlare ad alta voce. Se l’orso si alza in piedi è solo per identificare meglio costa sta succedendo, non è un segno di aggressività;
  3. Se si ritiene sia il caso, tornare indietro con calma, non correre. La corsa può indurre un inseguimento;
  4. Dare sempre all’orso una via di fuga.

In casi eccezionali, un orso potrebbe tentare un falso attacco, senza contatto fisico, per spaventare e allontanare una potenziale minaccia. Se l’orso si avvicina in modo aggressivo, non reagire. Rimanere fermi o distendersi lentamente a terra a faccia in giù, usando lo zaino a protezione della schiena. Con grande probabilità l’orso si fermerà vicino a noi senza alcun contatto fisico.

L'autrice

Piacere di conoscerti! Sono Beatrice, istruttrice di trekking, blogger, content creator e autrice di guide escursionistiche. 

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