Smart working in montagna, è possibile!

È possibile fare smart working in montagna? Oggi cerco di rispondere a questa domanda. L’anno 2020 ha rappresentato una svolta sotto molti punti di vista. Siamo stati tutti obbligati a fermarci, a riflettere. Abbiamo però anche imparato a lavorare in modo diverso. Chi fa un lavoro d’ufficio spesso si è trovato a dover trasformare un angolo di casa, o una stanza, in spazio di lavoro. Abbiamo assistito ad una vera e propria trasformazione del lavoro d’ufficio che, per forza di cose, si è digitalizzato molto più di prima. Si è però anche verificato un altro fenomeno: quello del lavoro dislocato. Sì, perché lo smart working ha reso possibile andare altrove. Molti hanno deciso di spostarsi nelle loro seconde case, portando di fatto il lavoro in quelli che, fino a poco tempo prima, erano luoghi dedicati allo svago e alle vacanze.

E la montagna in tutto questo a che punto è?

È possibile fare smart working in montagna?

Se fino ad ora lo smart working in montagna è stato praticato principalmente dalle abitazioni o da alcuni hotel, adesso si può fare affidamento anche sul 4G, che è sempre più diffuso anche nelle aree montane. Molti rifugi stanno inoltre mettendo a disposizione dei propri ospiti la connessione a fini lavorativi. Su Facebook è stato creato un gruppo che si chiama Smartrekkers, dedicato proprio a chi ha necessità di fare smart working in montagna. Questo gruppo serve a mettere in comunicazione i gestori di rifugi con chi ha l’esigenza di collegarsi durante il suo soggiorno. I rifugi connessi si trovano quasi tutti nelle Alpi. Nella mappa qui sotto, che si può scaricare dal gruppo, è possibile farsi un’idea della situazione attuale.

smart working in montagna
Credits: Smartrekkers

La prima Alta Via dello Smart Working in montagna

La rivoluzione digitale in montagna passa anche dalla creazione della prima Alta Via dello Smart Working in montagna. Questa particolarissima Alta Via si trova in Lombardia e si sviluppa lungo 65 km di sentiero da percorrere in cinque tappe. L’idea alla base di questa Alta Via è di fornire delle postazioni da usare per lavorare nei momenti di fermo in attesa del week-end, quando ci si mette invece in marcia verso il rifugio successivo. I rifugi che fanno parte di questa innovativa Alta Via si trovano tra le province di Lecco e Sondrio e sono:

  • il Rifugio Marchett;
  • Rifugio Cazzaniga-Merlini;
  • il Rifugio Ratti-Cassin;
  • Rifugio FALC.

Questi rifugi offrono tutti connessione a banda larga o 4G.

Fibra ottica in montagna: punto della situazione

Per fare smart working in montagna serve anche la fibra ottica. La strada da fare è ancora molta. Tuttavia, in Trentino è presente un progetto ben sviluppato, Trentino in Rete. I Comuni trentini sono suddivisi in tre aree, a seconda delle caratteristiche dell’area e dell’interesse ad investire da parte degli operatori privati. Le aree sono identificate con tre colori: nera, grigia e bianca.

  • I Comuni in area nera sono quelli dove la banda ultra larga è realizzata dagli operatori di telecomunicazioni privati, senza investimento pubblico. Ne fanno parte Rovereto e Trento.
  • Quelli classificati in area grigia sono invece quelli in cui la banda ultra larga è realizzata sia con investimenti privati, sia con investimenti pubblici grazie al progetto affidato ad Open Fiber. Tra questi Comuni ci sono ad esempio Canazei, Moena, Pinzolo, Primiero San Martino e tanti altri.
  • I Comuni classificati in area bianca sono quelli in cui la banda ultra larga è realizzata con investimento pubblico, sempre grazie al progetto affidato ad Open Fiber. Fanno parte di questa area tutti i Comuni che non rientrano nelle precedenti due aree.

L’impegno preso da Maurizio Fugatti, presidente della Provincia Autonoma di Trento, ed Elisabetta Ripa, Ceo di Open Fiber Open Fiber è di portare entro il 2022 la fibra ottica in tutti i Comuni che sono parte delle aree bianche del Trentino e che sono la maggior parte. Presto quindi le Dolomiti Trentine saranno pronte per offrire ai visitatori fibra ottica in moltissime località.

Anche la Valle d’Aosta sarà la prima Smart Land italiana. Sempre grazie ad Oper Fiber sono infatti già 8 i Comuni a disporre della rete pubblica interamente in fibra ottica. Il progetto prevede però di portare questo numero a 69, in modalità Fiber to the Home (fibra in casa) con velocità di connessione fino a 1 Gigabit al secondo.

Alberghi e smart working in montagna

Gli eventi del 2020 hanno portato molti alberghi ad aggiungere lo smart working alla loro offerta. Sono soprattutto le grandi catene ad essersi già adeguate con servizi adatti ad ogni budget e connessioni a Internet veloci e prestanti. In alcuni casi sono stati creati degli spazi ad hoc con postazioni dotate di telefono, stampante e spazi riservati per garantire la tranquillità durante il lavoro.

Quindi una montagna digitale è possibile? Sì, è possibile. Resta da capire se è auspicabile fare smart working in montagna. La montagna è un luogo legato al relax, al silenzio e alla disconnessione. Le esigenze però cambiano. Se il mondo evolve, anche la montagna deve stare al passo, anche per rispondere alle sempre crescenti necessità di destagionalizzare la fruizione della montagna. Starà poi al singolo decidere se usufruire di questi servizi. L’importante è sapere che oggi la scelta c’è e che in futuro sarà sempre maggiore.

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