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Il mistero del Papurott

Il mistero del Papurott

Ciao a tutti, oggi voglio parlarvi del Papurott, un dolce a forma di omino che fanno solo in un paese della Brianza. Il problema che mi affligge è il mistero che avvolge questo dolce. Ho pensato così di parlarne sul blog per capire se qualcuno di voi mi sa aiuta svelare il mistero. Ho una teoria che illustro qui sotto.

Cos’è il Papurott

Il Papurott è un omino di pan brioche che in Brianza vendono solo il 5 gennaio, alla vigilia della Befana. Il mistero però è legato al fatto che lo fanno solo in un paese. In particolare lo fanno a Lissone. Nessuno sa perchè questo dolce sia venduto solo a Lissone, ma di fatto il Papurott è parte integrante della tradizione della Befana in questo paese.

Le origini misteriose del Papurott

Questo dolce risulta misterioso perché, durante uno dei mei viaggi dell’Immacolata, in Austria mi sono imbattuta nel Weckmann, un dolce che fanno per San Nicola che è esattamente uguale al Papurott. La cosa che mi ha colpito di più, è che anche il Weckmann possiede una trombetta o un’ochetta di zucchero! La stessa cosa succede con il Papurott: a parte si possono comprare un’ochetta o una trombetta di zucchero.
Quindi ho pensato che le origini del dolce brianzolo si possano spiegare con qualche famiglia di quei territori, immigrata in Brianza a inizio Novecento. Sì perché il Papurott in Brianza lo fanno da sempre… Forse qualche famiglia è emigrata a Lissone e ha portato con sé questo dolce, che poi è diventato il dolce tipico dell’Epifania lissonese.

Dalle vostre parti c’è qualcosa di simile?

Ecco la domanda che voglio farvi.
Mi aiutate a capire se nei vostri territori c’è un dolce analogo, che magari si consuma in altri momenti?
Mi piacerebbe capire la collocazione territoriale di questo dolce.

Se invece tra i lettori ci fosse qualche abitante di Lissone a cui è stata tramandata l’origine di questo dolce sarei felice se condividesse il suo sapere con me!

L'autrice

Piacere di conoscerti! Sono Beatrice, istruttrice di trekking, blogger, content creator e autrice di guide escursionistiche. 

17 commenti su “Il mistero del Papurott”

  1. No cara Bea, nel Lazio o perlomeno nella zona di Roma, non mi risulta niente del genere. Però trovo interessante la storia legata a questo dolce che secondo me è anche molto buono. Buona Epifania?

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  2. Ciao,
    Vedendo il tuo post relativamente al weckmann , mi viene spontaneo far risalire la tradizione al dominio austro-ungarico della Lombardia; da ricordare che la “Cacciata” degli austriaci avvenne al termine delle Cinque giornate di Milano nel 1848, quindi storicamente non tantissimo tempo fa.
    Non ho prove a supporto ma penso che sia la cosa piu’ logica, anche se il Weckmann si mangia l’11 novembre in onore di San Martino.
    Le mie nonne, rispettivamente da Senago (MI) e da Macherio (ai tempi MI , ora MB) mi parlavano del papurott;
    Mia nonna diceva sempre “ta ma paret un papurott” quando da bambino mi imbacuccavo sotto le coperte.

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    • il tuo commento è molto interessante, perché io abito proprio a Senago e di Papurott non c’è più l’ombra da nessuna parte. Tua nonna senaghese aveva per caso origini brianzole? anche io ho pensato che la tradizione potesse risalire a quel periodo, ma oggettivamente non c’è più da nessuna parte e si dovrebbe ancora rilevare in altri paesi lombardi. invece nulla… e ti devo dire che sono davvero molto curiosa e prima o poi vorrei davvero provare a vedere se si riesce a risalire alla sua origine.

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  3. Anche la mia nonna , che era di Desio, lo faceva tutti gli anni …me lo ricordo benissimo ed era un festa quel giorno!.. sto parlando della mia infanzia….sono del 1963…quindi più di 50 anni fa’.
    Anche a Desio era un’usanza…mia nonna raccontava che aveva imparato la ricetta da alcune amiche del lavoro….lei lavorava alla Targetti di Desio….famosa industria di quel tempo a Desio.
    Comunque grazie per avermi riportato questo bellissimo ricordo.

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