Cadore / Val Badia / Veneto

Sentiero del Fronte: escursione sul Lagazuoi

Sentiero del Fronte: escursione sul Lagazuoi

Il Sentiero del Fronte sul Lagazuoi è un itinerario che porta a scoprire quella che fu la linea del fronte sul Lagazuoi durante la Prima Guerra Mondiale.

È pertanto un sentiero dall’enorme valore storico, nonché un’escursione molto emotiva, che si nello scenario mozzafiato del Lagazuoi.

Come arrivare al Sentiero del Fronte sul Lagazuoi

Devi arrivare in auto a passo Falzarego, in Veneto, dove si trova il Lagazuoi, a metà strada tra Cortina d’Ampezzo e l’Alta Badia.

Per cui il Passo Falzarego si raggiunge dall’Alta Badia superando il Passo Valparola, provenendo da San Cassiano.

Da Cortina invece, si raggiunge percorrendo la SR48, che in circa 25 minuti porta al passo.

E’ possibile arrivarci anche in autobus o con una cabinovia da Cortina, per maggiori info rimando al sito del Lagazuoi.

Impianto di risalita del Lagazuoi

Dopo aver parcheggiato, dovrai salire al Rifugio Lagazuoi con la funivia Lagazuoi da passo Falzarego, con un biglietto di sola andata.

La funivia sale al Rifugio Lagazuoi ogni 15 minuti circa. -> qui le info sui costi del biglietto

E’ possibile anche percorrere il Sentiero del Fronte in salita a piedi, ma il dislivello è davvero importante, soprattutto per la pendenza, per cui consiglio di percorrerlo in discesa, anche per godersi meglio il panorama e le varie postazioni.

Escursione al Sentiero del Fronte sul Lagazuoi

Come già anticipato, il Sentiero del Fronte al Lagazuoi si sviluppa lungo quella che fu l’antica strada di rifornimento per le postazioni al fronte.

Lungo tutto il percorso si incontrano moltissime trincee, gallerie e baracche di legno che servivano il fronte. 

Come detto sopra, l’escursione può anche essere percorsa in salita ma è decisamente ripido e faticoso, motivo per cui lo propongo in discesa.

Chi volesse salire a piedi, naturalmente, non dovrà far altro che seguire le indicazioni al contrario.

Va tenuto presente che sono quasi 700 metri di dislivello, ma con pendenza davvero importante.

Sentiero della Grande Guerra al Lagazuoi

La funivia porta nei pressi del Rifugio Lagazuoi.

E una volta sceso dall’impianto, resterai davvero a bocca aperta per il panorama incredibile che si ammira.

sentiero del fronte, escursione grande guerra al lagazuoi

Il Rifugio Lagazuoi si trova infatti sulla vetta sul Monte Piccolo Lagazuoi, che sorge a 2.752 metri, vantando forse la terrazza più panoramica delle Dolomiti con vista su vette importanti come le Cunturines, le Cime di Fanes, le Tofane, le Odle e avanti fino alla Marmolada.

Per cui, come prima cosa, prenditi il tempo per ammirare e fotografare il paesaggio.

Prima di cominciare la discesa lungo il Sentiero del Fronte, indicato dal n. 401, dovrai però fare una piccola deviazione e andare a conquistare la croce di vetta del Piccolo Lagazuoi, che dista circa 20 minuti dal rifugio con un sentiero semplice e pianeggiante, adatto anche alle sedie a rotelle e passeggini.

Dettagli dell’escursione lungo il Sentiero del Fronte al Lagazuoi 

Conquistata la vetta, e fatte le doverose foto di rito alla croce di vetta e al paesaggio davvero unico, tornerai indietro al rifugio dove cercherai i segnavia del sentiero 401.

La discesa prosegue su un fondo non lineare, con sassi e ghiaia un pochino instabili, per cui i bastoncini da trekking sono molto utili per mantenere l’equilibrio.

Il Sentiero del Fronte in discesa regala però un paesaggio mozzafiato, con l’imponente Tofana di Rozes davanti.

Lungo il sentiero ci si fermerà molte volte, perché il paesaggio impone di essere ammirato e sicuramente l’emozione prenderà il sopravvento, nel ricordare i tanti giovani soldati caduti in queste trincee.

Sono davvero tante le gallerie di trincea che si incontrano e il mio consiglio è di mettere la testa dentro ad ognuna di loro.

In una c’è persino un vecchio tavolo con una bottiglia di vetro impolverata, un’istantanea ferma nel tempo che riporta subito alla vita al fronte.

sentiero del fronte, escursione grande guerra al lagazuoi

Continuando la discesa si passerà anche da una baracca degli ufficiali austriaci.

E così tra una galleria e l’altra si scende fino alla forcella Travenanzes, dove si dovrà lasciare il sentiero 401 e seguire i segnavia che indicano il sentiero 402.

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In alcuni punti, lungo il Sentiero del Fronte le indicazioni non sono sempre chiarissime, c’è in particolare un punto dopo la forcella che può portare fuori strada, lungo un canalone verde, perché la traccia si perde.

Se ti dovesse capitare di perdere la strada tieni presente che bisogna sempre costeggiare la parete del Lagazuoi, per cui non bisogna allontanarsi troppo dalla montagna.

Dovrai quindi attraversare il canalone e riportarti sotto la roccia della montagna.

Il sentiero continua come detto lungo la parete del Lagazuoi, incrociando anche altri tunnel, baracche e attacchi di vie ferrate.

La prospettiva cambia, tornando piano piano a mostrare il Passo Falzarego e verso la fine del sentiero si vedranno anche le 5 Torri di Cortina.

Tornato all’auto sono certa che l’animo sarà carico di emozione per questo sentiero, che in discesa non è particolarmente difficile, ma che possiede un altissimo valore storico.

Il sentiero 402, peraltro, è parte del Sentiero Italia CAI.

Dettagli tecnici

Durata: 1:30 ore 

Lunghezza: 4 km 

Dislivello positivo: 26 metri

Dislivello negativo: 626 metri

Difficoltà: E

La Grande Guerra sul Lagazuoi

Per capire il valore storico del sentiero che ho raccontato in questa escursione devo fare un piccolo racconto storico.

Durante il corso della Prima Guerra Mondiale, tra il 1915 e il 1917, il Lagazuoi fu teatro di cruente battaglie tra l’esercito italiano e quello austro-ungarico. 

L’esercito austro-ungarico occupò il Lagazuoi fin dall’inizio della Grande Guerra, costruendo trincee e postazioni di difesa sul Lagazuoi, così come nei valichi montani dei passi di Valparola e di Falzarego, strategicamente posizionati per entrare a Bolzano e al Brennero.

Il Regio Esercito comprese presto che, se voleva vincere, avrebbe dovuto aggirare il nemico ai lati, sfruttando ad esempio l’anticima del Piccolo Lagazuoi e il Sass de Stria.

Cengia Martini sul Lagazuoi

Così, nella notte tra il 18 e il 19 ottobre 1915, gli Alpini occuparono alcune posizioni sul versante sud del Piccolo Lagazuoi, tra le quali una stretta cengia ribattezzata Cengia Martini in onore di Ettore Martini, il Maggiore che comandava il battaglione di alpini che sferrò un attacco che costò agli avversari molte perdite.

Per scacciare gli italiani da queste posizioni, l’esercito austro-ungarico fece esplodere quattro mine, la più potente delle quali, il 22 maggio 1917, fece saltare in aria una porzione di parete alta 199 metri e larga 136.

Nonostante questo devastante attacco, gli italiani non abbandonarono la cengia Martini.

Anzi… Gli italiani risposero all’attacco scavando una galleria di 200 metri di dislivello all’interno della montagna, fino all’anticima del Piccolo Lagazuoi.

Il 20 giugno 1917 fecero brillare sotto di essa 32.664 kg di esplosivo e poi, attraverso la galleria, tentarono la conquista delle postazioni sopravvissute all’esplosione.

Anche in questo caso però nessuno dei due eserciti riuscì a prevalere. Gli austro-ungarici rinforzarono velocemente le trincee, e, anche se l’anticima passò in mano italiana, il Regio Esercito non riuscì ad occupare tutto il Piccolo Lagazuoi.

Il cratere provocato dalla mina italiana è tuttora visibile, insieme all’enorme cumulo di detriti scivolati a fondovalle.

Dopo la battaglia di Caporetto gli italiani si ritirarono e le operazioni militari nella zona si conclusero. 

L'autrice

Piacere di conoscerti! Sono Beatrice, istruttrice di trekking, blogger, content creator e autrice di guide escursionistiche. 

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