Sentiero per Lago Sorapis e Rifugio Vandelli

Fare una escursione al Lago Sorapis e Rifugio Vandelli non è cosa per tutti, indipendentemente da quello che hai letto fino ad ora. La salita è faticosa, il sentiero molto dissestato e bisogna andare preparati e pronti per affrontare il sentiero. Ecco tutto quello che devi sapere per affrontare al meglio la salita verso il Lago Sorapis e Rifugio Vandelli. Tuttavia, se si va preparati, è sicuramente una delle più belle escursioni tra i laghi al confine tra Alto Adige e Cadore, anche se il lago Sorapis a livello territoriale si trova interamente in Cadore. Come sempre, in fondo le informazioni tecniche su dislivello e durata.

Inizio a dirti a cosa devi fare attenzione, poi valuterai tu con le immagini che vedrai lungo l’articolo.

Valuta bene se andare al Lago Sorapis e Rifugio Vandelli se:

  • vuoi andare con cani o bambini;
  • soffri di vertigini;
  • fai molta fatica in salita sotto il sole;
  • non hai scarpe da trekking.

Parcheggio

La prima cosa da sapere è che, se si va in alta stagione, bisogna arrivare molto presto. La macchina infatti va lasciata nei pressi dell’hotel al Passo Tre Croci. Bisogna parcheggiare lungo la strada e quindi, se si arriva troppo tardi, si dovrà parcheggiare lontano, allungando ulteriormente la strada da fare a piedi. Ecco perchè ti consiglio di arrivare tra le 8 e le 8:30 del mattino al massimo. L’altro vantaggio è che, dopo una prima parte nel bosco all’ombra, la parte più dura della salita è da fare tutta al sole, quindi prima arrivi, più fresco trovi.

Il sentiero verso il Lago Sorapis e Rifugio Vandelli

Una volta parcheggiato, bisogna prendere il sentiero 215 che parte vicino all’Hotel al passo Tre Croci, nei pressi di un grande cartello che indica varie escursioni che si possono fare in zona.

Lago Sorapis e Rifugio Vandelli

Una volta preso il sentiero, i primi 30/40 minuti di camminata si fanno su percorso quasi interamente pianeggiante e immersi in un piacevole bosco, con un bellissimo paesaggio. Dopo questa prima parte nel bosco ci sono alcuni saliscendi, si attraversano dei ghiaioni e poi comincia la parte di salita più faticosa.

La salita al Lago Sorapis e Rifugio Vandelli non va sottovalutata

Di fatto, quando il sentiero comincia a salire, lo fa di botto, in modo molto faticoso. Sto parlando di 200 metri di dislivello in circa un kilometro e mezzo. Vuol dire che la salita è molto ripida e sotto il sole. Ho visto bambini in lacrime stanchissimi, cani esausti che non riuscivano più ad andare avanti. Così come gente di una certa età tornare indietro perchè eccessivo per loro. Se a tutto questo aggiungiamo un sentiero con un fondo molto disconnesso, tratti di roccia bagnata molto scivolosa, tratti scoperti con cordino metallico a bordo precipizio e anche parti di sentiero franato da scavalcare, capisci bene che può non essere una esperienza per tutti. Lascio che siano le foto a parlare.

Detto questo, una volta che hai valutato con attenzione tutti i rischi, che hai deciso se questa escursione al Lago Sorapis e Rifugio Vandelli fa per te, allora sicuramente, con adeguato abbigliamento e scarpe da trekking, potrai iniziare la salita. Una volta arrivati al Lago Sorapis, infatti, tutta la fatica è ripagata da uno spettacolo meraviglioso: quello del Lago Sorapis e del Dito di Dio, la montagna sopra al lago.

Una volta arrivati, si può scegliere se andare subito al rifugio, oppure iniziare ad esplorare la sponda del lago. Anche qui, manco a dirlo, la faccenda non è facile, perchè bisogna scavalcare grossi massi.

Valuta quindi prima una pausa al Rifugio Vandelli per riprendere fiato dopo la salita.

Lago Sorapis e Rifugio Vandelli

Devo dire che purtroppo, la fama che il lago Sorapis sta guadagnando sui social lo rende troppo affollato, soprattutto in alta stagione. Ho visto troppi ragazzi salire con scarpe da tennis di tela, che nulla fanno per mantenere i piedi ancorati al terreno nei punti più faticosi e scivolosi. Bisogna fare attenzione, salire senza il giusto abbigliamento e senza acqua può essere un errore madornale. Con la montagna non si scherza!

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Dati tecnici

Difficoltà: media (livello E- in alcuni tratti EE)

Dislivello: 220 metri

Lunghezza: 12 km A/R

Durata: 4 ore (due circa per salire)

Un ultimo consiglio: lascia i bastoncini da trekking legati allo zaino, servono le mani libere per aggrapparsi alle rocce. E’ comunque utile averli in caso di bisogno. Inoltre, è opportuno iniziare la discesa attorno alle 13:30, è un orario in cui non si incontra tanta gente che sale.

Ecco qui, ho detto tutto quello che c’è da sapere su questa escursione al Lago Sorapis e Rifugio Vandelli, fammi sapere come va!

36 thoughts on “Sentiero per Lago Sorapis e Rifugio Vandelli

  • Se mi alleno ci riesco anche io! Scherzi a parte, seguendo i tuoi consigli sono certa che riuscire a cavarmela e godermi l’esperienza al meglio. Grazie come sempre Bea!

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    • Non serve un gran che di allenamento basta prestare attenzione a certi punti. La maggioranza del sentiero è quasi in piano.

      Risposta
  • Grazie mille per questo tuo post. Ho scoperto il Lago di Sorapis grazie a Instagram e non pensavo che fosse così complicato raggiungerlo. Cercherò di visitarlo l’estate prossima e farò tesoro di questi tue consigli. Avevo pensato di portare con me i miei due cani, ma a sto punto credo che quando farò questa gita li lascerò a casa. Troppo faticoso e impegnativo per loro.

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    • No infatti, anche perchè da quello che ho capito ci sono conitnute frane e quindi può essere che l’anno prossimo sia ancora diverso rispetto a quest’anno

      Risposta
    • I cani se non sono di piccolissima taglia se la cavano benissimo. Il sentiero non è difficile ma presenta dei punti dove bisogna prestare attenzione anche perché molte volte è bagnato e diventa scivoloso. Diciamo che il problema è che capita di frequente che la gente lo percorra non attrezzata e quindi lo prende troppo alla leggera

      Risposta
  • Grazie per i consigli,
    spero di andarci presto perché è un lago che adoro dall’anno scorso che l’ho scoperto!

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    • é molto bello ma non va davvero presa sotto gamba la salita. può essere davvero insidiosa.

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  • Grazie mille per i consigli! Ho degli amici che hanno fatto lo stesso itinerario ma mi hanno omesso queste difficoltà.

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  • Il colore di questo lago è indescrivibile! Sarei voluta andarci l’ultima volta che sono stata da quelle parti ma con il cane non mi sono fidata. Dovendo tenerlo a guinzaglio (odio i tratti esposti) non volevo volar giù ahah

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  • Ma che colore ha l’acqua di questo lago? Semplicemente meravigliosa! Questo è uno di quei luoghi che visiterò sicuramente (prima o poi)

    Risposta
  • Questo lago ha dei colori davvero incredibili, mi piacerebbe tantissimo poterlo vedere, ma non so se riuscirò mai ad intraprendere la faticosa salita…soffro un pochino di vertigini. Nel caso cercherò di prepararmi al meglio. Grazie per i tuoi preziosi consigli.

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    • L’importante è non prenderla alla leggera, non è affatto un percorso facile

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  • Sono iscritta ad un gruppo FB in cui le persone postano foto di laghi e borghi di montagna ed è tutta l’estate che spessissimo vengono postate foto del lago di Braies o di quello di Sorapis. Così, non appena ho aperto il tuo blog, non ho avuto dubbi su quale post leggere perchè non ho mai visto questo lago così suggestivo. La foto di copertina con il lago di un acceso color turchese mi ha letteralmente lasciata senza fiato.
    Da un paio d’anni portiamo con noi in montagna il cane e mi è stato di grande aiuto il tuo articolo così dettagliato per comprendere meglio le difficoltà del percorso, soprattutto per Daisy. E’ quasi una guida passo-passo, molto utile davvero! Purtroppo quest’estate, causa pandemia, molte persone che non erano mai andate in montagna si sono letteralmente buttate sui sentieri affollandoli e non affrontandoli con le dovute precauzioni. Anche noi sia in Val di Funes che in altre escursioni effettuate nel nord del Piemonte abbiamo trovato gente con sneakers che sacramentava a scendere, persone che non sapevano leggere una cartina o non avevano la più vaga idea di cosa avrebbero trovato lungo il percorso e potrei continuare ancora. La tua frase conclusiva è perfetta “con la montagna non si scherza” e va per questo rispettata.

    Risposta
    • Grazie davvero per le tue parole. Documentandomi per questa escursione ho letto veramente troppi post su blog e altri social che dicevano che era una passeggiata di salute… In realtà io l’ho trovata molto faticosa e comunque anche la gente attorno a me incontrata sul sentiero era in difficoltà, anche i ragazzi giovani, quindi non è assolutamente un sentiero per tutti!

      Risposta
  • il lago del Sorapis non fa parte dell’alto Adige ma interamente in territorio veneto, che per correttezza andrebbe taggato

    Risposta
    • Ciao Salvatore, come forse hai visto il Cadore è indicato nelle categorie. L’ho indicato anche nella categoria Alto Adige perchè spesso chi va in Val Pusteria va anche a fare un escursione qui. Comunque raccolgo il tuo suggerimento e specifico meglio questa info, che forse non ho sottolineato a sufficienza.

      Risposta
  • ciao ti seguo da un po’ quando avevi il tuo blog su WordPress, vedo che hai cambiato tema dai viaggi alla montagna.. bello! mi scuso per questo mio intervento ma ho letto nel tuo racconto molte imprecisioni, ho fatto questo sentiero qualche anno fa e l’ultima volta a settembre e devo dire che trovo errato il dislivello che menzioni che solitamente si misura dal punto di partenza al punto di arrivo, quindi con partenza passo Tre Croci 1660 m. e arrivo al lago del Sorapis 1923 m. (cartina topografica) quindi sono 263 metri di dislivello, il sentiero 215 che è parte di Alta Via 3 e 4 è classificato dal CAI, Escursionistico ben segnalato. forse E.E. per i brevi tratti con corrimano… l’unica difficoltà di questo itinerario è la lunghezza non certo il dislivello che come riporta il CAI in un ora si dovrebbero percorrere 400 metri di dislivello per escursionisti allenati.
    Hai ragione sul fatto che molti intraprendono questo sentiero di montagna con troppa leggerezza ne ho incontrati molti anche a settembre addirittura senza abbigliamento adeguato e non solo le scarpe… mi permetto, da esperto di montagna anche se non sono una guida, che le difficoltà dei sentieri sono state redatte dal CAI unico organo a definire le difficoltà in montagna e sui sentieri. quindi non possiamo inventarci dislivelli e difficoltà in base alle nostre capacità… ma si deve adattare le nostre capacità in base alle difficoltà. Buona montagna Sal

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    • ciao Sal, guarda, questo tuo commento mi dà l’occasione di chiederti come faresti tu allora per dare info più precise. l’orologio che avevo al polso a fine giornata ha segnato 410 metri di ascesa percorsa (da Tre Croci a Sorapiss sul sentiero 215)… come la gestiresti in questo caso? metteresti i dati ufficiali di dislivello ma segnaleresti che tra i vari sali e scendi hai rilevato una cosa diversa? il tema è che se uno si aspetta 263 metri di dislivello, ma poi di fatto si sale e si scende e a fine giornata ne hai fatti il doppio, si parte comunque per una escursione pensando di fare 200 metri quando in realtà ne fai il doppio.

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  • mi scuso per un errore 1805 m. il paso tre Croci quindi lago Sorapis 1928 m il rifugio

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  • discorso lungo questo… oggi le nuove tecnologie ci danno i km e dati più precisi ma non va dimenticato che i dislivelli sono sempre stati dichiarati in base al punto di partenza e di arrivo (A+B) che è quello ufficiale (in montagna i km vengono usati solo da pochi anni con l’arrivo dei gps e diavolerie varie) perché è diverso se mi trovo sulla strada o sul sentiero che è soggetto a diverse varianti, le difficoltà inoltre non vanno mai dichiarate in base al soggetto quindi soggettive del singolo escursionista, ma oggettive che sono dichiarate dagli organi preposti CAI G.A. esempio quello che per (te) è difficile perché non hai esperienza o poca esperienza per me può esser facile perché sono abituato ad arrampicare quindi abituato a muovermi su ogni tipo di terreno… io mi attengo sempre a dati ufficiali descrivendo magari la lunghezza o l’esposizione che in molte casi non viene descritta… (anche l’esposizione di un sentiero può diventare soggettiva) ma sempre attenendomi alle difficoltà oggettive ufficiali non soggettive. Anche tempo fa ho fatto sentieri e vie Ferrate con apprensione perché leggevo sui blog e social le difficolta dichiarate dai singoli escursionisti mentre poi quando ho percorso quel itinerario non ho avuto nessun problema… i confini e le regioni come le province sono un altro discorso e essendo abbastanza campanilistico ci tengo molto.. un saluto… Sal
    ti invio una scheda che trovi in rete del CAI con orari e difficolta di questo itinerario che hai descritto, https://www.caiveneto.it/res/files/strutture/rifugi/schede-pdf/scheda%20rifugio%20Vandelli%20al%20Sorapiss.pdf
    chiedo scusa e faccio un inchino

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    • Ti ringrazio per questo spunto di riflessione. Tuttavia, credo che sia opportuno provare a spiegare anche a chi non mastica la lingua ufficiale e più tecnica cosa si deve aspettare “in parole semplici”. Trovo che molti blog di montagna siano davvero difficili da interpretare e leggere, ma non per me, che comunque sono sempre andata in montagna, ma per chi non è un esperto di montagna. Io per esempio, so bene quale sia la classificazione dei sentieri CAI e so come leggere una cartina topografica, ma se mi mettessi a scrivere di isoipse, capisci bene che non capirebbe quasi nulla nessuno. Allora è meglio cercare di spiegare le cose in lingua più comprensibile. Detto questo, per soddifare entrambi i target, sulla base di questo scambio, ho aggiungo alcune considerazioni e corretto altre frasi. Ho trovato costruttivo questo scambio, che sarei felice di continuare eventualmente via e-mail se vuoi andare oltre 😀

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  • se hai bisogno per quello che posso ben volentieri, grazie a te per la tua gentilezza!

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  • Il lago che avrei tanto voluto vedere questa estate, ma ho beccato brutto tempo mi sono ripromessa di andare l’anno prossimo, sicuramente le tue indicazioni sulla difficoltà sono molto molto importanti.

    Risposta
  • Ho scoperto il Cadore la scorsa estate – anche se negli ultimi tre anni sono sempre stata in vacanza sulle Dolomiti Bellunesi! – e devo dire che mi ha sorpreso: montagne bellissime, sentieri immersi nel verde, piste ciclabili a perdita d’occhio… insomma, un paradiso per chi come noi ama la natura! 🙂 Non sono purtroppo riuscita a visitare questo famigerato lago di Sorapis, tuttavia penso che qualora dovessi farlo forse opterei per un altro sentiero, non tanto per il discorso strapiombi (non soffro di vertigini e sono abituata a camminare su sentieri dissestati), ma perché detesto la confusione… quindi preferisco faticare di più ma non incontrare nessuno 🙂

    Risposta
    • L’importante è sapere cosa vai ad affrontare. Io sinceramente ti sconsiglio comunque altri sentieri, meglio andare fuori stagione o molto presto al mattino. I sentieri alternativi sono da fare con attrezzatura, mi sembra di ricordare.

      Risposta
      • In realtà (mi sono documentata!) esiste un sentiero – il 217 – con partenza dalla località Federavecchia, che non presenta alcun tratto attrezzato, è solo molto più ripido e lungo del 215 (motivo per il quale lo scelgono in pochi)… vedremo quando sarò lì a settembre quale dei due mi ispira di più! Buona giornata 🙂

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        • Considera che già il 215 è parecchio ripido… quindi valuta bene! e poi torna a farmi sapere come va che sono curiosa!

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          • Ma parecchio ripido cosa? 200 metri in 2 ore di salita. Se mi dici il 217 che è ripido di dico di si 628 metri in 3 ore

          • Rispondo qui a tutti i commenti 😀 Sono perfettamente d’accordo che 200 metri di dislivello di per sè non sono affatto molti. Però in due km, con quel fondo, non sono una passeggiata di salute per chi non è allenato e va al Sorapis perchè lo vede sui social. Siccome ci va una marea di gente con bambini piccoli e stanno male (li ho visti) è il caso di farlo presente. Ho visto gente salire con il cellulare in mano e le scarpe di tela ai piedi, senza zaini o scarponi, certe criticità è meglio sottolinearle. Visto che ci sono punti scivolosi non è il caso… Tutto qui. Poi sono d’accordo che non è un sentiero particolarmente difficile in senso stretto. Ma se ci pensi e vedi la gente che va un po’ a caso solo perchè vogliono la foto social figa, è meglio far presente che non è come andare all’Alpe di Siusi o a fare il giro del Lago di Braies.

  • Scusa ma se 200 metri di dislivello in 1km e mezzo son un botto, non hai idea di che vuol dire andare in montagna??? apprezzo che tu abbia evidenziato certe criticità perché è preso troppo alla leggera

    Risposta
  • Ciao e grazie per il tuo approfondimento. Io ho il cane, 12 kg, e ho letto che il sentiero 217 è sì più lungo ma meno pericoloso visto l assenza di tratti esposti. Qualcuno può confermare? Grazie mille a chi vuole rispondere 😊👏

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    • Ciao!
      È molto più lungo e con 700 metri di dislivello, non l’ho mai fatto personalmente ma so da amici trekkers che non ci sono tratti esposti. Considera però che è davvero più lungo e faticoso. Ci vogliono buone gambe, in alcuni tratti poi si perde la tracgia nella vegetazione. Valuta bene

      Risposta
  • Io ci sono stata 5 anni fa e sono ritornata la scorsa settimana. Il sentiero a tratti è completamente diverso e molto impegnativo, non tanto per la salita ma per i massi scivolosi soprattutto nei tratti più esposti. Nulla toglie alla bellezza di questo lago che è davvero immensa, ma il percorso questa volta l’ho trovato a tratti molto pericoloso. Ritengo che questi cambiamenti di percorso dovrebbero essere segnalati, non solo dai vari blog, dove ognuno manifesta le proprie difficoltà e le proprie opinioni, ma dagli Enti preposti.

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