Escursione a Malga Gran Fanes: Altopiano dei Fanes

Escursione a Malga Gran Fanes: Altopiano dei Fanes

L’escursione a Malga Gran Fanes sull’Altopiano dei Fanes è un’escursione dal sapore di leggenda, ambientata nel mezzo del magico Regno dei Fanes, al cospetto delle meravigliose vette delle Cime di Fanes, di Ciampestrin e delle Conturines, solo per citarne alcune. 

Sotto trovi il link per scaricare la traccia GPX dell’escursione.

Non puoi fare questa escursione senza conoscere la leggenda, perchè ti perderesti una parte della sua emotività.

E allora in fondo all’articolo trovi anche una brevissima descrizione del racconto mitologico del Regno dei Fanes, che ti servirà per meglio capire il luogo in cui andrai a fare trekking.

Come arrivare a Malga Gran Fanes

Per questa escursione a Malga Grand Fanes sull’Altopiano dei Fanes devi andare verso Passo Valparola da San Cassiano.

Dopo Armentarola c’è una deviazione sulla sinistra che conduce a Capanna Alpina dove si trova un ampio parcheggio a pagamento, che nel 2024 costa 10 euro al giorno.

Il parcheggio, pur non essendo piccolo, si riempie abbastanza in fretta, per cui, se vai in alta stagione, cerca di essere lì entro le 8:45.

Qualche informazione sull’escursione all’Altopiano dei Fanes

Questa escursione è di livello medio – difficile per via della pendenza e della lunghezza.

Presenta pochi tratti attrezzati che però non richiedono attrezzatura da ferrata e sono facilmente superabili.

Non ci sono tratti esposti, ma servono senza dubbio i bastoncini da trekking per non rischiare di scivolare, soprattutto durante la discesa del ritorno.

La discesa del ritorno può essere una sfida per chi ha problemi alle ginocchia.

Se vai nel paragrafo sotto, quello sui dati tecnici, trovi la traccia GPX da cui potrai valutare anche la pendenza.

Volendo l’escursione potrebbe continuare dopo Malga Grand Fanes fino al Rifugio Fanes e al Passo del Limo, questo però significa aggiungere altro dislivello e km per cui in questa descrizione mi fermerò a Malga Gran Fanes.

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Dettagli dell’escursione a Malga Grand Fanes

Dopo aver parcheggiato l’auto nell’ampia area sosta a pagamento nei pressi di Capanna Alpina devi cercare il segnavia numero 11, che traccia il sentiero che dovrai seguire fino al Malga Grand Fanes.

Il sentiero sale a sinistra verso l’altopiano di Fanes, a destra invece il sentiero numero 20 porta al Rifugio Scotoni, ma per oggi lo ignorerai e prenderai invece il numero 11.

Per qualche metro avrai l’illusione che possa essere una tranquilla escursione, ma prestissimo il sentiero, una mulattiera, cambia pendenza e subito ci si renderà conto di quanto sarà difficile la salita, almeno per un’oretta abbondante, così come indicato dal segnavia per Col de Locia.

La salita è agevolata da diversi gradini, mentre, nella parte finale, prima di Col de Locia, il sentiero è scavato nella roccia e protetto da parapetto.

E quindi si continua ad affrontare la ripida salita, facendo diverse pausa con la scusa di ammirare lo scenario meraviglioso offerto da Piz Dles Conturines.

Una volta arrivati su a Col de Locia, il grosso della salita sarà finita, l’escursione da adesso infatti prosegue in saliscendi, con diversi tratti pianeggianti ma è ancora lunga.

Restano infatti ancora da percorrere circa 3 km, che come indicato dal segnavia, percorrerai in circa in un’ora e venti e poi finalmente sarai a Malga Gran Fanes.

Da adesso però questa escursione verso Malga Grand Fanes sull’Altopiano dei Fanes diventa decisamente bucolica…

Il sentiero continua in discesa tra ruscelli, verdi prati e mucche al pascolo, cime rocciose e, dato che questa escursione non si può affrontare in giornate di tempo incerto, cielo blu.

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Si arriva così a Gran Plan, un pianoro di fronte ai Munt de Gran Fanes, sotto i quali c’è la malga.

Verso Malga Gran Fanes

Dovrai affrontare ancora un po’ di salita fino a superare il punto di maggiore elevazione, il passo di Ju da l’Ega, dove bisogna ignorare qualsiasi altro sentiero per mantenersi sempre sul numero 11.  Però niente paura, la salita è adesso davvero dolce.

Dritto davanti si vede anche lo Spalto di Col Becchei, con la sua parete verticale. Sulla sinistra invece si potranno vedere le Cime di Ciampestin.

Però a questo punto si comincia ad essere stanchi per cui sicuramente non si perderà di vista la sagoma della malga che si sta avvicinando, che è, finalmente, proprio Malga Gran Fanes, lontana ancora una ventina di minuti.

Una volta raggiunta è bene godersi il meritato riposo a lungo, perché sarai ben consapevole che la strada per il ritorno sarà altrettanto lunga e faticosa.

Teoricamente, come già accennato sopra, sarebbe possibile continuare, sempre sul sentiero numero 11, fino al Lech de Limo e al passo Ju de Limo, posto a 2.172 metri.

Però bisognerebbe salire ancora e camminare ancora per circa un’ora per cui io ho deciso di non proseguire.

Il ritorno avviene per lo stesso sentiero dell’andata. 

Dati tecnici dell’escursione a Malga Gran Fanes

Intanto comincio a dirti che puoi scaricare da questo link la traccia GPX di questa escursione.

I dati invece sono questi:

Durata: 6:30 ore

Lunghezza: 13,3 km 

Dislivello: 617 metri 

Difficoltà: E

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La leggenda del Regno dei Fanes

Il Regno dei Fanes è un racconto mitologico parte della cultura dei Ladini, conosciuto principalmente nella versione di Karl Felix Wolff, del 1932, che messe per iscritto un racconto tramandato oralmente dalle popolazioni ladine.

Protagonista di questo racconto è il popolo dei Fanes, la cui espansione e declino è il fulcro della storia.

I Fanes erano in origine un popolo mite, alleato con il popolo delle Marmotte dell’omonimo altipiano.

La regina dei Fanes sposò però un re straniero che, come sempre in queste narrazioni, era avido e guerrafondaio; la prima cosa che fece fu sostituire la marmotta presente nello stemma dei Fanes con un’aquila: un gesto che ruppe la pacetra i due regni.

Il re, in seguito, addestrò la figlia Dolasilla perché divenisse una guerriera letale, protetta da una corazza impenetrabile, dono dei nani, e capace di scagliare frecce infallibili.

Con Dolasilla, il regno si espanse. Ad un certo punto, Dolasilla incontrò il guerriero Ey de Net, un nemico. I due si innamorarono e decisero di sposarsi; ma lo sposalizio avrebbe portato in dote un problema: il re sapeva che la figlia sarebbe rimasta invulnerabile solo fino alle nozze.

Conscio dell’imminente fine del suo regno, l’avido regnante tradì Dolasilla e con lei anche tutto il popolo dei Fanes; parlò delle frecce magiche allo stregone Spina de Mul, che le rubò e uccise Dolasilla. Il malvagio sovrano fu però punito e venne tramutato in pietra.

Si narra infine che i pochissimi superstiti del popolo dei Fanes si rifugiarono con le marmotte in una grande grotta nascosta sotto le rocce del loro regno, da dove aspettano ancora che risuonino le trombe argentate, indicazione della rinascita del regno.

Chi è l'autrice

Piacere di conoscerti! Sono Beatrice, istruttrice di trekking, blogger, content creator e autrice di guide escursionistiche. 

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