Valle di Preda Rossa e Rifugio Ponti in Val Masino

Oggi ti racconto tutto quello che devi sapere per fare un’escursione in Valle di Preda Rossa e al Rifugio Ponti in Val Masino.

Questa meravigliosa valle sorge a 2000 metri al cospetto del Monte Disgrazia, nel territorio della Valtellina.

Si tratta di un’escursione molto scenografica in uno scenario d’alta montagna che permette di ammirare le nevi del ghiacciaio di Predarossa.

Se sei in vacanza in Valtellina, non ti puoi perdere un’escursione in valle di Predarossa, e adesso ti spiego tutto quanto!

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Come arrivare al Rifugio Ponti e in Valle di Predarossa in Valtellina

La valle di Preda Rossa è un luogo estremamente interessante da un punto di vista geologico perché il colore delle sue rocce rosse deriva dal granito del Plutone del Masino e dalle serpentiniti della Valmalenco. Predarossa significa appunto, Pietra Rossa.

E poi vogliamo parlare del bellissimo torrente Duino che si snoda nella valle?

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Crediti: Comune di Val Masino

Arrivare in Valle di Predarossa in macchina

Per arrivare alla Piana di Preda Rossa per la tua escursione al Rifugio Ponti in Valtellina, devi salire in auto da Filorera in Val Masino lungo la Valle di Sasso Bisolo, percorrendo 12 km fino all’inizio della piana di Predarossa.

La strada di accesso è soggetta al pagamento di un pedaggio di 10 euro, da saldare online al sito www.valmasino.travel.

È necessario prenotare l’accesso parecchie settimane prima di fare l’escursione, soprattutto se pensi di andarci in alta stagione o nei week-end d’estate.

La valle è chiusa in inverno, quindi la strada è aperta indicativamente tra aprile a ottobre.  L’accesso è consentito fino ad un massimo di 50 veicoli al giorno esclusivamente su prenotazione.

Chi pernotta al rifugio Ponti può godere di agevolazioni sull’accesso, è consigliabile contattare il gestore per avere maggiori informazioni (gestore@rifugioponti.it).

Il sentiero per l’escursione in val di Preda Rossa e al Rifugio Ponti in Val Masino

Dopo aver parcheggiato, segui i segnavia che indicano il Rifugio Ponti, che dista circa due ore dal parcheggio.

Supera quindi una staccionata che chiude il sentiero e cammina, in lieve salita, alla sinistra del torrente, ammirando di fronte a te il Monte Disgrazia.

Dopo un tratto delimitato da recinzione, arriverai ad un piccolo ponte di legno, che dovrai ignorare per proseguire diritto, così come indicato da un cartello.

Da qui ti addentrerai nella piana di Preda Rossa, attraverso una grande torbiera acquitrinosa attrezzata con passerelle di legno e staccionate.

l paesaggio è magnifico: i verdi prati sono solcati dal torrente che scorre nella piana.

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Crediti: Comune di Val Masino

Attraversata la piana, comincerai a salire quota, mantenendoti alla sinistra del torrente. La salita inizia in modo lieve, permettendoti di ammirare l’ambiente ricco di cespugli di rododendro, per poi diventare sempre più ripida.

Voltandoti a guardare indietro di potrà ammirare la bellezza della valle con il torrente, mentre davanti a te avrai la vista dei maestosi Corni Bruciati, della Cima di Preda Rossa e del Monte Disgrazia.

Verso il Rifugio Ponti in val di Predarossa

Arriverai quindi ad una seconda piana, dove un masso riporta una scritta indicante, sulla sinistra, la salita al Passo Romilda. Continua a seguire le indicazioni per il Rifugio Ponti, superando un rudere e giungendo al tratto più ripido dell’escursione.

Superato un tratto con rocce provenienti da una frana, salirai con fatica a serpentina lungo una china erbosa.

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Crediti: archivio Rifugio Ponti

Questa salita richiede alcune soste per spezzare il fato, che però permettono di ammirare la meravigliosa piana sottostante.

Il paesaggio diviene via via più roccioso e non è raro incontrare tracce di neve anche in estate inoltrata.

Poco dopo si comincia a scorgere in lontananza il rifugio Ponti, al cospetto del Disgrazia di fronte e, a destra, dei Corni Bruciati.

Il rifugio scompare quasi subito alla vista, mentre si sale ancora lungo il sentiero, fino ad arrivare ad un tratto in cui permane spesso parecchia neve anche in estate, costringendo a passarci sopra.

Dopo un’ultima svolta vedrai la piazzola d’atterraggio dell’elisoccorso, da cui vedrai finalmente il Rifugio Ponti.

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Crediti: archivio Rifugio Ponti

I Corni Bruciati e il Monte Disgrazia

Di fronte al rifugio svettano le aspre guglie dei Corni Bruciati, mentre alle spalle del Rifugio Ponti si ammirano il Pizzo della Remoluzza e il Pizzo Basset. 

È possibile ammirare il Monte Disgrazia in tutta la sua maestosità da una terrazza panoramica del rifugio, da cui si vede anche il primo tratto della via normale che porta al Disgrazia, che corre lungo la morena della Vedretta di Preda Rossa. 

È un itinerario alpinistico molto impegnativo da affrontarsi con adeguata attrezzatura e preparazione.

Un’ultima curiosità riguarda il nome del Monte Disgrazia, che pur evocando tragedie, deriva invece da una semplice italianizzazione del toponimo lombardo Des’giaça, che significa “Disghiaccia”.

Dati Tecnici

Durata: 3:30 ore

Lunghezza: 10 km

Dislivello: 600 metri

Difficoltà: E 

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